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AssoPensBdS

L’associazione ex Dipendenti del Banco di Sicilia, costituita nel dicembre del 1945, è un organismo rappresentativo dei Pensionati del Banco di Sicilia.

Angolo della Cultura

 

In seno alla Fondazione Sicilia (già del Banco di Sicilia), è custodita la raccolta filatelica "Ignazio Mormino".

Il 14 gennaio 1982 il Consiglio regionale dei BeniCulturali e Ambientali, riscontrando la fama della raccolta, l'importanza eccezionale del complesso nella sua struttura fondamentale in quanto documento di storia e di arte, con riferimento alla storia della Sicilia del Regno meridionale, ha riconosciuto di eccezionale interesse l'intera raccolta, nel suo complesso, sotto il profilo storico-culturale, storico amministrativo, storico tecnico e storico artistico, dichiarando la raccolta filatelica "Ignazio Mormino" raccolta di eccezionale interesse storico ed artistico, assoggettando la raccolta predetta nella sua interezza a tutte le disposizioni di tutela del patrimonio culturale della Regione Sicilia.

Questa la declaratoria dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali a firma dell'Assessore Luciano Ordile.

Con tale declaratoria il francobollo gode di più nobile fama essendo divenuto bene culturale ed autentico oggetto d'arte. Infatti, considerare il francobollo quale bene d'investimento rischia di far trascurare il suo significato storico, il messaggio figurativo e grafico che è implicito nella sua vignetta, i suoi connotati simbolici e i suoi rapporti con le ideologie del potere che lo ha emesso.

Tale il pensiero del grande critico d'arte Federico Zeri a conclusione della sospensione dell'Asta Italphil che doveva servire alla vendita all'incanto di tutta la collezione filatelica.

I francobolli del Regno delle Due Sicilie restavano al Banco di Sicilia nell'isola d'origine potendo così vantare un ruolo protagonistico nei confronti della filatelia.

A distanza di anni la Sicilia può affermare tale protagonismo all'interno del "Museo d'Arte e archeologia Ignazio Mormino" che custodisce a Palermo le collezioni storiche ed artistiche della rinnovata Fondazione Sicilia (già del Banco di Sicilia).

Istituita ufficialmente nel 1925, col preciso obiettivo di migliorare le condizioni culturali e sociali dell'isola, la Fondazione ebbe particolare impulso nel 1954, anno in cui il Presidente del Banco di Sicilia del tempo, Carlo Bazan, organizzo l'intera struttura dando all'istituzione il nome del fondatore.

La "Fondazione" sviluppò numeroso interventi in ambiti scientifici e culturali dando anche l'avvio ad attività nel campo archeologico ed in quello editoriale. Di particolare importanza fu la costituzione ed il riordinamento delle collezioni, avvenuti nel 1954, nei settori dell'archeologia, della ceramica, della numismatica e della filatelia. Alla biblioteca specializzata si affiancò una raccolta di antiche stampe, di carte geografiche e di piante di città siciliane del Settecento e dell'Ottocento.

Il compianto cavaliere del lavoro Carlo Bazan, scomparso all'età di 95 anni, che resse ininterrottamente le sorti del Banco dal 1951 al 1964, nel ridare lustro alla vecchia fondazione volle accrescerne i valori e i contenuti attraverso pregnanti incisive decisioni che riscossero ampio plauso e consenso.

Carlo Bazan è unanimamente definito il banchiere mecenate, amico dell'arte e della filatelia; il primo a coinvolgere gli istituti di credito nelle sponsorizzazioni culturali.

Purtroppo è ancora vivo nel ricordo il "caso Mormino" dopo trentadue anni, e scorrono nella memoria la diatriba, i dibattiti, le tentate nomine di esperti per il vaglio delle reccolte, l'impegno della Commissione regionale e l'appendice giudiziaria felicemente conclusasi con la sospensione dell'annunciata e propagandata asta per la vendita di tale patrimonio.

Non furono venduti all'asta i francobolli del Regno delle Due Sicilie della Collezione Mormino appartenenti al Banco di Sicilia, evitando che andasse perduto un patrimonio filatelico unico nel suo genere.

L'asta avrebbe dovuto essere "battuta" a Roma il 30 e 31 ottobre del 1981, ma fu sospesa grazie alla protesta di numerosi esponenti, esperti collezionisti, cui si aggiunse la netta posizione ostativa del prof. Franco Tomasini con una campagna di stampa attraverso il Giornale di Sicilia.

Della nota diatriba, felicemente superata con la declaratoria assessoriale, resta il ricco Catalogo della Italphi a futura memoria affinchè i Siciliani comprendano che la  eventuale vendita di beni culturali, ambientali e paesaggistici può portare solo e solamente al depauperamento dell'unica ricchezza della nostra amata Sicilia.

Antonio Foddai 

 

 

La Filantropia del Banco di Sicilia

 

Il 7 aprile 1843 con decreto di re Ferdinando II di Borbone, viene fondato il Banco Regio dei Reali Domini al di là del Faro, nato dall’unificazione della Cassa di Corte di Palermo con la Cassa di Corte diMessina.
Assunse nel 1860 la denominazione Banco di Sicilia e riconosciuto quale istituto di emissione (1867-1926). Sono gli anni (1862-1893) in cui il Banco viene guidato da Emanuele Notarbartolo, marchese di San Giovanni, politico, garibaldino e sindaco di Palermo (1873-1876), che durante il suo mandato attuò varie opere urbanistiche e fu tra i promotori della costruzione del Teatro Massimo di Palermo.
Emanuele Notarbartolo dal 1876 si occupa a tempo pieno del Banco di Sicilia, cercando con la sua autorità di riorganizzare il sistema bancario che era stato scosso dopo l'Unità d'Italia. Inoltre il Banco di Sicilia era sull'orlo del fallimento, e l'opera di Notarbartolo evitò di far collassare l'economia siciliana.
Riorganizzata la Banca, senza alcun aiuto statale, e con una attenta politica aziendale, il Notarbartolo indirizzò il credito secondo principi liberali, senza mai incorrere in problemi e con gli industriali siciliani e, soprattutto, con il personale del Banco stesso che gli fu molto vicino nella sua opera di ricostruzione dell’economia siciliana. Impegnò buona parte del credito in prestiti a medio e lungo termine nei settori produttivi dell’isola.
Dagli utili ricavati a miti condizioni e senza fine di lucro, il banco destinava ogni anno oltre una quarta parte a scopo di pubblica utilità e beneficenza.

                             Sofia Moncada Alliata
Amico personale di Sofia Moncada, vedova di Fabrizio ALLIATA, Principe di Ucria e grande proprietario terriero, il Notarbartolo finanzia la coltivazione di vigneti ad alto contenuto zuccherino e la coltivazione e commercializzazione di mandorle e nocciole.
Dopo la morte del marito Sofia Moncada, rimasta vedova a soli 44 anni, desiderosa di continuare l’opera del marito, volle dedicare la sua vita alle opere di filantropia, all’assistenza dei poveri e all’emancipazione culturale del popolo palermitano. In tale progetto ebbe l’assistenza del Banco di Sicilia.
Donna Sofia, nonostante moltissime richieste di matrimonio, rimase fedele al suo Fabrizio, accettando solo ed unicamente l’amicizia fraterna e l’amore platonico del barone Ippolito RAGONESE LATORRE.
L’amore verso il prossimo, come disposizione d’animo e come sforzo operoso, fece di Donna Sofia una reale interprete della filantropia, cosa che la accumunava alla classe dirigente del Banco di Sicilia, in virtù del principio, tanto caro al Notarbartolo, che “Il vero filantropo non è colui che si sente di fare azioni caritatevoli o di andare a supplire ad una carenza per benevolenza, il filantropo è colui che agisce mosso da uno stato di necessità, che comprende come della sua azione non beneficeranno soltanto i più sfortunati, ma tutta la società stessa.
La filantropia è essa stessa infatti un fattore di sviluppo in grado di generare ricchezza, essa infatti promuove reddito, occupazione, capitale sociale”.

La filantropia del Banco di Sicilia si estrinsecava con la fondazione di ospedali, l’apertura di scuole di rieducazione, la promozione di iniziative di lavoro o cultura per svolgere una complessa azione di assistenza per il benessere dei Siciliani.
Donna Sofia Moncada Alliata, finanziata dal Banco di Sicilia creò l’Educatorio di piazza Zisa destinato alle ragazze povere, alla cui direzione fu nominata proprio la principessa Sofia Moncada Alliata.
Educatorio che il Banco di Sicilia finanziò per circa trent’anni con cospicue elargizioni annuali, con la costituzione della Scuola delle “Caterinette”, sartine che lavoravano per quasi tutti gli atelier siciliani e costituendo il “Fondo Nubilato” per consentire alle ragazze povere di avere una dote all’atto del matrimonio.
Giuseppe WHITAKER, industriale e filantropo, fondò unitamente al medico e patriota Enrico ALBANESE, con un lascito testamentario di donna Sofia Moncada Alliata e con il contributo economico del Banco di Sicilia, l’ospizio Marino.
Il 7 ottobre 1850, festa di Nostra Signora del Rosario, all’età di 69 anni, Sofia Moncada Alliata spira tra le braccia del suo più caro e fedele amico il barone Ippolito RAGONESE LATORRE.
Alle sue esequie partecipò, in gran completo, tutto il Consiglio di Amministrazione del Banco di Sicilia e numerosi Dirigenti ed impiegati.
La sua salma, per desiderio della famiglia Whitaker, è tumulata nel Cimitero degli Inglesi dove aristocratici, scrittori, artisti e mercanti inglesi, residenti nella nostra Città, hanno trovato l'ultima dimora.
Fino ai giorni nostri il Banco di Sicilia ha continuato l’opera filantropica iniziata cento e più anni fa attraverso la Fondazione Banco di Sicilia oggi Fondazione Sicilia.
Antonio Foddai

 

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